Mal di stomaco e nausea: come trattare la gastroenterite


In molti la definiscono una normale influenza intestinale, ma in realtà con l’influenza non ha nulla a che fare: si tratta semmai di gastroenterite virale il fenomeno con cui i medici spiegano i casi di persone con mal di stomaco e nausea.

Da un po’ di anni a questa parte si registrano sempre più casi di persone che si ritrovano a dover fare i conti con crampi addominali, diarrea, nausea e vomito che a primo impatto sembrano sintomi di una normale influenza intestinale, ma che in realtà hanno un’origine e una cura leggermente diverse. Queste sensazioni, tra l’altro, si accompagnano spesso a mal di testa, sudorazione, stanchezza, dolori muscolari, inappetenza e febbre anche alta.

Ma per quanto si tratti di una condizione ricca di sintomi e anche piuttosto fastidiosa, in genere la gastroenterite virale termina dopo 2 o 3 giorni senza lasciare particolari esiti.


Detto ciò, se siamo finiti vittime di mal di stomaco e nausea, prima di ogni altra cosa dovremmo porre attenzione alla disidratazione (avvertenza che ci sentiamo di porre all’attenzione soprattutto dei bambini più piccoli e degli anziani).

Per il resto si può seguire una normale terapia sintomatica, ossia una cura che miri ad alleviare i sintomi e che permetta al virus di regredire spontaneamente: per attenuare febbre e dolori ossei si può quindi assumere del paracetamolo, per contenere eventuali scariche diarroiche frequenti bisogna usare farmaci ad hoc tra cui la loperamide, mentre nel caso del vomito vanno utilizzati degli antiemetici come l’alizapride o la metoclopramide.

Il medico va contattato quando i sintomi sembrano tener duro anche oltre i 2-3 giorni, ma anche se dovessero comparire tracce di sangue nelle feci, delle feci nerastre o, nei più piccoli, quando compare sonnolenza, riduzione della diuresi e sintomi tipici della disidratazione (come la lingua asciutta).